Politica

Tav, Salvini: “Vado fino in fondo”. Berlusconi: “si a Salvini premier, no governi tecnici”

Continua nel governo il braccio di ferro sulla Tav. “Non sono disposto a mettere in discussione il nostro ‘no'”, dice il vicepremier Luigi Di Maio parlando all’assemblea dei gruppi congiunti del Movimento 5 Stelle. Ma Matteo Salvini è chiaro ed evoca la crisi: “Vado fino in fondo, vediamo chi ha la testa più dura”. Salvini “minaccia di far cadere il governo? Io questo lo considero un comportamento irresponsabile”, è la replica del ministro del Lavoro.

Continua quindi il muro contro muro. “Nessuno di noi firmerà per stoppare la Tav”, ha ribadito il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ospite di Paolo Del Debbio a “Dritto e rovescio” su Rete4. “L’Italia ha bisogno di più infrastrutture: dobbiamo andare avanti, con i ‘no’ non si va da nessuna parte”, ha aggiunto. Quanto al braccio di ferro con i Cinquestelle e con Luigi Di Maio, Salvini è stato chiaro: “Vado fino in fondo, vediamo chi ha la testa più dura”.

Si evoca la crisi di governo – Da entrambe le parti si evoca la crisi. “Non sono disposto, per carattere e per rispetto politico degli alleati, a spostarmi di qua e di là, voglio continuare a fare il ministro, non ho altre ambizioni e conto di continuare a farlo con questa formazione. A meno che i no diventino troppi”, ha spiegato Salvini. Se i 5S con il ‘no’ alla Tav vanno fino in fondo, “ci vado anche io”.

“Abbiamo solo chiesto la sospensione dei bandi per un’opera vecchia di 20 anni, lo abbiamo chiesto perché previsto dal contratto – ha replicato Di Maio -. E cosa fa Salvini? Oltre a forzare una violazione del contratto minaccia pure di far cadere il governo? Se ne assuma le responsabilità di fronte a milioni di italiani. Io questo lo considero un comportamento irresponsabile, proprio mentre siamo in chiusura su due misure fondamentali come reddito e quota 100”. Per il capogruppo del Movimento al Senato, Stefano Patuanelli, “se c’è la Tav non c’è un governo e se c’è un governo è perché non c’è la Tav”.

Paragone: “Si assumano la responsabilità di far cadere il governo” – “Se Salvini vuole fare cadere il governo sulla Tav lo farà cadere lui. Si assumano questa responsabilità, far saltare il governo per un bel buco nella montagna che vogliono Salvini, Berlusconi, Zingaretti, Meloni. Evidentemente quando c’è una grande torta ci sono interessi da tutelare”, ha affermato il senatore M5S Gianluigi Paragone uscendo dall’assemblea dei gruppi. “Questa è un’opera inutile, è una ‘torta Tav’ sulla quale illo tempore ricordo che anche la Lega era contraria”-

Berlusconi, contrario ad un governo tecnico, è pronto a sostenere Salvini premier. Intervistato ad affari italiani risponde:

Presidente Berlusconi, se il governo Conte andasse in crisi quale soluzione secondo lei sarebbe auspicabile?
“Quello che chiediamo dal principio della legislatura. Un governo coerente con il voto degli italiani, che hanno assegnato la maggioranza relativa al centro-destra. Un governo che realizzi il programma di tutto il centro-destra. Meno tasse per famiglie e imprese, meno burocrazia, più infrastrutture, più garanzie per i cittadini”. 

Forza Italia vorrebbe e appoggerebbe un incarico a Salvini premier?
“Nella passata campagna elettorale ci siamo impegnati a sostenere come premier la figura indicata dal partito della nostra coalizione che avesse ottenuto più voti. Quel partito è la Lega, e noi manteniamo sempre la parola data ai nostri alleati e ai nostri elettori”. 

Avrebbe i voti in Parlamento?
“Mi risulta che siano molti in Parlamento, anche fra i Cinque Stelle, ad essere disponibili, per convenienza, per calcolo o per senso di responsabilità, a sostenere un nuovo governo senza passare per nuove elezioni”.

Con quale maggioranza possibile? 
“L’unica maggioranza possibile è un centro-destra che trovi in Parlamento un numero sufficiente di parlamentari che diano vita ad un nuovo gruppo di sostegno al nuovo governo”.

O preferirebbe un governo tecnico?
“I governi tecnici sono la negazione della sovranità popolare e non fanno bene alla democrazia. Per un governo tecnico non ci sarebbero comunque né le condizioni numeriche né quelle politiche”.

O crede sia meglio andare al voto anticipato?
“Meglio votare domani mattina che tenere in piedi un governo che gli elettori non hanno mai votato e che sta distruggendo l’economia, sta bloccando l’Italia, la sta isolando in Europa e nel mondo”.