Politica

Pd, Zingaretti proclamato segretario: “Il Pd non é per nulla spezzato e sconfitto”

Il presidente della Regione Lazio è stato eletto dall’Assemblea nazionale del partito dopo la vittoria alle primarie. “Il Pd non é per nulla spezzato e sconfitto”, ha sottolineato. Si vota anche per presidente del partito, tesoriere e direzione

Nicola Zingaretti è stato proclamato segretario del Pd dall’Assemblea nazionale a Roma. Mille i delegati da tutta Italia che hanno ratificato l’elezione dopo il successo alle primarie dello scorso 3 marzo “A questo punto dobbiamo muoverci e metterci in cammino, tutto quello che succede intorno a noi ce lo dice”, ha detto il governatore del Lazio nella sua relazione. “Il Pd non è per nulla spezzato e sconfitto”, ha sottolineato tra le prime cose, “gli avversari e anche alcuni amici prevedevano un disastro alle primarie, non è stato così”. Nel corso della giornata si votano inoltre presidente del partito, tesoriere e direzione (un centinaio di membri). In pectore per la seconda e la terza carica Paolo Gentiloni e Luigi Zanda, rispettivamente, designati dallo stesso Zingaretti.

“Dobbiamo cambiare, serve partito aperto”

“Prima di tutto dobbiamo cambiare tutti noi, occorre un partito diverso, più aperto, più inclusivo, realmente democratico, in grado di essere percepito come amico di chi parla con noi”, ha sostenuto Zingaretti. Un partito che “sia capace di fare autocritica e che guardi alla sofferenza” della società. “Dobbiamo rimettere al centro la persona umana”, ha aggiunto, citando l’esempio dei giovani ecologisti.

Oltre 2mila i presenti

L’assemblea all’Hotel Ergife a Roma si è aperta con l’inno dell’Europa e quello italiano. In prima fila di fronte alla presidenza il neo segretario Nicola Zingaretti, tra l’ex rivale alle primarie Maurizio Martina e Paola De Micheli, deputata in pole position per diventare vice segretario. Più in là Paolo Gentiloni, poi Ettore Rosato, Roberta Pinotti, Piero Fassino ed altri big. Un minuto di silenzio è stato osservato in memoria delle vittime della strage in Nuova Zelanda. Oltre duemila i presenti nell’albergo romano, oltre agli ospiti e ai giornalisti, secondo quanto reso noto dallo staff di Zingaretti, per una delle assemblee “più partecipate degli ultimi anni”.