Politica

Elisabetta Barbuto (M5S Camera): “tentativi maldestri di spostare l’attenzione dalla vicenda Akros-Akrea”

FACCIAMO UN PO’ DI CHIAREZZA

Si chiude una settimana particolarmente intensa nel corso della quale, oltre a svolgere la mia attività presso la Camera dei Deputati dove è stato approvato il c.d. decreto milleproroghe, sono stata impegnata anche sul fronte della mia città laddove si invoca la collaborazione istituzionale e poi si continua a latitare attribuendo agli altri le proprie colpe.

Ho sempre detto e ribadito, e ribadisco anche in questa sede, che il dialogo è essenziale purché i due interlocutori parlino la stessa lingua sia per quanto attiene gli obiettivi sia per quanto attiene le modalità per raggiungerli. Per intenderci mi riferisco ad una collaborazione che non può prescindere da una chiarezza estrema nell’operato di ciascun interlocutore.

Non ritengo a tal punto di dover commentare, sia perché si commentano da soli sia perché sono evidenti a tutti le reciproche posizioni, l’ennesima dichiarazione del Sindaco ed il presunto scoop partorito da ignoto autore che di certo non verrà candidato al prossimo premio Pulitzer, nonostante si sia tentato di nobilitare le squallide insinuazioni con l’utilizzo di citazione in latino finale. Mi limito soltanto a ribadire che nessuna risposta è stata data alle domande poste né dal sindaco né dall’aspirante al premio Pulitzer e, comunque da nessun addetto ai lavori e confido, visto che ormai dispero di ottenerle, che verranno date in altra sede.

Ma in questa allegra brigata e tra le varie voci registrate , spicca questa settimanala discesa in campo de “ La Prossima Crotone” che, inserendosi maldestramente sulla strada della informazione scorretta offerta dalle opposizioni parlamentari, cerca di spostare l’attenzione e la discussione dalla scomoda vicenda Akros-Akrea al presunto scippo cui noi parlamentari calabresi avremmo partecipato senza profferir verbo , in particolare noi crotonesi, consentendo che venissero sottratti al meridione, alla Calabria e, quindi, anche a  Crotone,  i finanziamenti relativi al bando periferie.

Vorrei ricordare ai nostri solerti illusionisti e imbonitori che i cittadini sono più attenti di quanto essi possano pensare e che non sempre la miglior difesa è l’attaccopoiché il bando per le periferie, finanziato dal precedente Governo per metà dell’importo complessivo, era costituito più da promesse che da risorse messe realmente a disposizione. Col bando periferie molti progetti presentati dovevano e devono ancora essere valutati e quindi i fondi non sarebbero stati spesi in tempi brevi per cui non era ipotizzabile né saggio tenere fermi centinaia di milioni di euro.

Sono stati dunque garantiti i 500 milioni necessari al finanziamento dei 24 progetti del bando periferie già approvati mentre per quanto riguarda gli altri 96 progetti (1,6 miliardi di euro totali), quelli esecutivi verranno finanziati tramite una norma ad hoc, mentre gli altri saranno attentamente monitorati nei prossimi mesi.

I fondi per questi ultimi (pari a 800 milioni) verranno recuperati tramite la convocazione della Conferenza Unificata che unisce Stato, Regioni e Comuni, nella quale verrà superata anche l’incostituzionalità della legge precedente che aveva dato il via al bando Periferie (governo Renzi, 2016). Si ricorda, infatti, che una sentenza della Corte Costituzionale del 7 marzo 2018 ha dichiarato illegittimo l’art.1 comma 140 della legge 11 dicembre 2016 “nella parte in cui non prevede un’intesa con gli enti territoriali in relazione ai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri riguardanti settori di spesa rientranti nelle materie di competenza regionale”.

In sostanza l’articolo viola il principio di sussidarietà, perché attribuisce a Stato e Comuni funzioni appartenenti alle Regioni (come spendere i soldi del fondo nel caso di spese riguardanti ambiti di competenza regionale).

In merito, lo stesso De Caro, Sindaco di Bari e presidente ANCI, ha avuto modo di dichiarare che: «Nel prossimo decreto del governo, la prossima settimana, saranno stanziati i fondi nell’arco di un triennio, sulla base delle effettive necessità dei Comuni».

E veniamo a Crotone. Come inciderà e come si collocherà la stessa nell’alveo del decreto di prossima emanazione?  Orbene, basta una veloce passeggiata sull’albo pretorio e si potrà constatare che solo il 14 settembre 2018, cioè appena ieri l’altro, evadendo sul filo del rasoio la richiesta formulata dal Ministero che invitava a trasmettere entro il 15 settembre 2018, qualora non fosse stato già fatto, i progetti esecutivi, il nostro solerte Comune ha adottato le determine dirigenziali e quindi la delibera di giunta con le quali è stata approvata la definitività e l’esecutività delprogetto. Il tutto, mentre due giorni prima che ciò accadesse, la Prossima Crotone, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, dopo avere esternato in merito alla inerzia dei dipendenti comunali e alla disinvolta condotta di alcuni assessori, ha ritenuto anche di esternare sul presunto scippo del Governo in danno del nostro Comune. Comune che a quella data, tuttavia, ancora non aveva un progetto definitivo ed esecutivo, e quindi i presupposti basilari per accedere al decreto di prossima emanazione, a dimostrazione evidente che lo sbandierato interesse per le fasce deboli non sia poi così pressante altrimenti il progetto non sarebbe stato trascurato così a lungo per essere riesumato, approvato e reso esecutivo solo nell’imminenza della scadenza indicata dal Ministero.

E allora, di grazia, che ognuno assuma le proprie responsabilità e non pretenda di scaricare sugli altri le conseguenze delle proprie azioni e nel caso di specie della propria inerzia.

E buon lavoro a tutti.

Elisabetta Barbuto (M5S Camera)

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