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Manovra 2019: tutte le novità del ddl

Manovra 2019: tutte le novità del ddl

Dopo un vertice a Palazzo Chigi, l’esecutivo ha trovato un accordo su tutti i punti principali della legge di bilancio da presentare all’Ue. Reddito di cittadinanza e riforma delle pensioni restano capisaldi, seppur con meno risorse

Il rapporto deficit/Pil è passato nelle ultime settimane dal 2,4 al 2,04% e, per farlo, il governo ha trovato le coperture necessarie. I tre miliardi sono stati reperiti dal Mef “nelle pieghe del bilancio”, grazie a un accordo trovato durante il vertice di ieri sera a Palazzo Chigi tra Conte, Di Maio, Salvini, Fraccaro, Tria, Garavaglia e Castelli. Ecobonus, reddito di cittadinanza e riforma delle pensioni sono tra i temi caldi che hanno acceso le tensioni tra Lega e Cinque Stelle, ma ora fonti dell’esecutivo parlano di “totale accordo tra Conte e i vicepremier sui numeri e sui contenuti della proposta da mandare a Bruxelles”. Lo schema della manovra modificata è stato inviato alla Commissione Ue e ora si attende di capire quale sarà l’esito. Ecco le principali novità della manovra che devono essere ancora discusse e votate in Commissione Bilancio del Senato e successivamente in Aula a Palazzo Madama.

Reddito di cittadinanza

I due cambiamenti principali riguardano reddito di cittadinanza e pensioni, cavalli di battaglia rispettivamente di Cinquestelle e Lega. Quanto al primo, nel 2019 saranno destinati al reddito non i 9 miliardi inizialmente previsti ma 7,1, di cui uno riservato ai centri per l’impiego. I beneficiari saranno 5 milioni di persone, che dovrebbero iniziare a percepire il reddito di cittadinanza a partire da fine marzo 2019, in modo da finanziare la misura per 9 mesi anziché 12. Nel 2020 e nel 2021, invece, non sarà più necessario il miliardo all’anno per i centri per l’impiego, ma soltanto 300 milioni per pagare gli stipendi ai nuovi assunti. Di qui il ricalcolo che vede il costo della norma scendere a circa 8,1 miliardi.

Riforma delle pensioni

Al ribasso anche le previsioni per “quota 100”, con una sforbiciata di 2 miliardi: da 6,7 si passa a 4,7 miliardi. Si stima infatti che le richieste di ritiro dal lavoro con la nuova norma non saranno superiori all’85%, risparmiando quindi sui conti. È inoltre previsto che la misura nel 2020 varrà 8 miliardi, 7 nel 2021.

Ecotassa sulle auto

L’ecotassa, che tanto ha fatto discutere gli alleati, non scompare ma si modifica. L’imposta aggiuntiva sulle auto ad emissioni, più alte pensata per finanziare gli incentivi del valore di 300 milioni per l’acquisto di macchine meno inquinanti, sarà applicata solo sulle auto extra lusso. Le vetture ad alte emissioni ma di piccola cilindrata resteranno quindi escluse ed è previsto un bonus fino a 6mila euro per l’acquisto di macchine elettriche e ibride.

Pensioni d’oro

Viene invece confermato il taglio alle pensioni d’oro sopra i 90mila euro (circa 4.500 euro al mese) con cinque scaglioni: la stretta sarà del 10% per gli assegni da 90mila a 130mila euro lordi, salirà al 20% dai 130mila fino ai 200mila euro, al 25% tra 200mila e 350mila euro, al 30% da 350mila a 500mila euro e al 40% oltre questa soglia. I fondi ricavati serviranno a finanziare la proroga di “opzione donna”, il meccanismo che consente di lasciare il lavoro in anticipo con il ricalcolo contributivo dell’assegno, e le pensioni minime.

Tasse

La “nuova” manovra prevede uno sgravo sui contributi Inail a carico delle imprese che partirà da 415 milioni l’anno prossimo per salire a 600 milioni nel 2021. Inoltre, si introduce la flat tax al 7% per i pensionati residenti all’estero da almeno cinque anni che decidono di trasferirsi al Sud. L’imposta sostitutiva si applicherà per cinque periodi d’imposta a coloro che scelgano di trasferire la loro residenza, in Italia, nei comuni con popolazione non superiore ai 20.000 abitanti delle Regioni del Sud: Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia.

Bonus cultura e balneari

Confermati i 500 euro di bonus cultura per i 18enni, che potranno utilizzarli, tra le altre cose, per cinema, concerti, libri ed ebook. Altra categoria che rientra nella manovra sono i lavoratori del comparto balneare: saranno esclusi per i prossimi 15 anni dall’applicazione della direttiva Bolkenstein. Ma se da una parte la Lega assicura di puntare ad allargare la dilazione anche agli ambulanti, dall’altra i 5 Stelle spiegano che ora bisognerà mettersi al lavoro su sistemi trasparenti di gare, anche per evitare altre procedure di infrazione.

Fondi per Roma e soglia appalti sindaci

Via libera anche ai finanziamenti (195 milioni) per intervenire sulle buche nelle strade di Roma e per i lavori della metropolitana. Previsti al momento, inoltre, 4,4 miliardi di investimenti pubblici, ma le risorse potrebbero salire ulteriormente di circa 3 miliardi per le misure straordinarie contro il dissesto idrogeologico. Spese che comunque sarebbero fuori dal calcolo del rapporto deficit/Pil. Per tutti i sindaci in arrivo invece l’innalzamento della soglia per gli appalti diretti da 40 a 200mila euro.

Cartelle e debiti

Saldo e stralcio delle cartelle tra il 2000 e il 2017 per chi è in grave difficoltà economica (con una copertura di 70 milioni il primo anno). I debiti potranno essere estinti pagando il 16% con Isee non superiore a 8.500 euro, il 20% con Isee fino a 12.500 euro, e 35% con Isee oltre i 12.500 euro e fino a un massimo di 20mila euro. Trovata un’intesa anche sul pagamento dei debiti da parte della Pubblica amministrazione verso le aziende creditrici. Accordo anche sul cosiddetto “end of waste” sui rifiuti e sui rimborsi ai truffati delle banche.

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