economia

Coldiretti, dopo origine certa cibi stranieri, ora gli agrumi, i succhi e l’olio

Coldiretti, trova coronamento la caduta del segreto di Stato sui cibi stranieri ora tocca anche agli agrumi il loro succo e olio d’oliva

Con la caduta del segreto di Stato sui cibi stranieri che arrivano in Italia è ora possibile conoscere il nome delle aziende che importano gli alimenti dall’estero. Lo riferisce la  Coldiretti comunicando il pronunciamento del Consiglio di Stato del 6 marzo 2019 sull’accesso ai dati dei flussi commerciali che per adesso riguardano il latte e dei prodotti lattiero caseari oggetto di scambio intracomunitario e provenienti dall’estero detenuti dal ministero della Salute e fino ad ora preclusi, affermano, per “ragioni pretestuose ora smascherate dall’Autorità giudiziaria”.

“Per Coldiretti è un risultato storico, la trasparenza è un valore importante,  ottenuto grazie alle tenaci e continue battaglie condotte su vari fronti e tra queste la mobilitazione al Brennero e ai ricorsi in sede amministrativa. “Si è aperto uno spiraglio  e l’inganno adesso deve finire anche per gli agrumi, le clementine, il succo di agrumi e l’olio d’oliva  le nostre produzioni simbolo- afferma Franco Aceto Presidente di Coldiretti Calabria –  in modo che i prodotti stranieri non possono essere spacciati per italiani ma anche per consentire interventi più tempestivi in caso di allarmi alimentari che provocano gravi turbative sul mercato ed ansia e preoccupazione nei consumatori, a fronte all’impossibilità di conoscere la provenienza degli alimenti coinvolti.

Questo  provoca il taglio generalizzato dei consumi e che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro”. Finora  – chiarisce Coldiretti – una complessa normativa doganale ha impedito l’accessibilità dei dati sulle importazioni, senza significative ragioni legate alla tutela della riservatezza, in una situazione in cui, secondo la Coldiretti, contiene materie prime straniere circa un terzo (33 per cento) della produzione totale dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati con il marchio Made in Italy, all’insaputa dei consumatori ed a danno delle aziende agricole.

Una mancanza di trasparenza che ha favorito anche il verificarsi di inganni a danno di prodotti simbolo del Made in Italy ma anche aumentato i rischi di frodi con le notizie di reato nel settore agroalimentare . Adesso il Ministero della Salute deve consentire l’accesso ai dati richiesti dalla Coldiretti”.