Cronaca

L’Etna si risveglia alla vigilia di Natale. Aeroporto di Catania riapre

L’Etna si risveglia alla vigilia di Natale. Una eruzione, accompagnata da uno sciame sismico con oltre cento scosse, una nube di cenere visibile da decine di chilometri di distanza, tre bocche su cinque in attività, una o più nuove fratture sul fianco della montagna.

Dalle 21.30 del 24 sera l’aeroporto di Catania è chiuso. Contrariamente alle previsioni, la persistente attività dell’Etna e la presenza di cenere vulcanica in atmosfera hanno reso indispensabile la decisione di chiudere lo scalo: niente arrivi né partenze per tutta la notte.

Ha riaperto, sempre con restrizioni, stamattina. “Abbiamo riaperto un settore di spazio aereo, e questo consentirà l’arrivo di 4 aeromobili all’ora. Per info sui singoli voli è necessario rivolgersi esclusivamente alle compagnie aeree”, ha scritto lo scalo su Twitter poco dopo le 8.

L’Etna si è risvegliato alla vigilia di Natale anche se la nuova attività non sembra destare preoccupazione particolare tra gli esperti: l’allerta resta ferma sul giallo, il livello più basso e, se non interverranno situazioni nuove nelle prossime ore, non sarà innalzata. L’attività sul vulcano attivo più alto d’Europa è cominciata poco prima delle 9 del mattino: gli strumenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) che monitorano la montagna 24 ore su 24 hanno registrato oltre 130 scosse sismiche in poco più di tre ore.

Due quelle più forti: una alle 13:08, con una magnitudo 4.0 registrata a due chilometri di profondità nella zona di Piano Pernicana, sul fianco nord est del vulcano a 6 km da Zafferana Etnea, e una di magnitudo 3.9 nella zona di Monte Palestra, sul fianco nord ovest.