Cronaca

La Procura di Locri chiede il rinvio a giudizio per Domenico Lucano

LOCRI (REGGIO CALABRIA), 22 MARZO – La Procura di Locri ha chiesto il rinvio a giudizio per Domenico Lucano, sindaco sospeso di Riace, attualmente sottoposto al provvedimento di divieto di dimora nel piccolo centro della Locride divenuto modello di accoglienza per i migranti.

Assieme a Lucano la richiesta riguarda altri 29 indagati nell’operazione Xenia. L’udienza preliminare davanti al Gup di Locri Amelia Monteleone è fissata per il primo di aprile. Il sindaco sospeso è accusato di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare ed illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. A Lucano viene contestato anche il reato di abuso d’ufficio per avere procurato ad alcune associazioni “un ingiusto vantaggio patrimoniale, pari a 2.300,615 euro”.

Il reato associativo e quello di abuso d’ufficio non avevano superato il vaglio del Gip, che all’epoca aveva disposto gli arresti domiciliari per Lucano solo per i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti.

A seguito di un ricorso presentato dai difensori di Lucano, gli avvocati Antonio Mazzone e Andrea Daqua, al Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, era stato disposto per l’ex sindaco di Riace il divieto di dimora, provvedimento poi confermato in Cassazione solo in relazione all’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

La Cassazione, intanto, ha annullato l’obbligo di firma per la sua compagna, Tesfahun Lemlem. Inizialmente le era stato imposto il divieto di dimora, trasformato nell’ottobre scorso dal tribunale del riesame in obbligo di firma.