Cronaca

Blitz contro la ’Ndrangheta: dodici arresti dalla Calabria all’Ossola. I nomi

Blitz contro la ’ndrangheta: dodici arresti dalla Calabria all’Ossola

Inchiesta partita da Catanzaro e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia: sgominate due cosche che operavano sulla Sila

Dodici arresti in tutta Italia, dalla Calabria all’Ossola nel maxi blitz contro la ’nfrangheta scattato questa mattina e coordinato dai carabinieri del comando provinciale di Catanzaro nell’ambito dell’operazione «Reventium». Impiegati nel nel Verbano Cusio Ossola anche militari del comando provinciale di Verbania e quelli della compagnia di Domodossola.

Il fermo per 12 persone in tutta Italia è stato disposto dalla Direzione distrettuale antimafia calabrese guidata da Nicola Gratteri. Destinatari sono gli affiliati a due cosche in contrasto tra loro che operano sulla Sila. Secondo gli inquirenti quella sgominata è una faida che era scaturita per il controllo dell’attività criminale nel territorio montano catanzarese.

Ecco i nomi delle 12 persone fermate tra Calabria e Ossola: Pino Scalise, 60 anni, Luciano Scalise (40), Andrea Scalzo (37), Angelo Rotella (35), Vincenzo Mario Domanico (42), Salvatore Domenico Mingoia (53), Cleo Bonacci (56), Eugenio Tomaino (54), Giovanni Mezzatesta (42) e Livio Mezzatesta (49). I due residenti a Domodossola sono Ionela Tutuianu (41) e Giuliano Roperti (49).

Le indagini erano partite dopo gli omicidi dell’avvocato Francesco Pagliuso il 9 agosto 2016 a Lamezia Terme e quello di Gregorio Mezzatesta la mattina del 24 giugno 2017 a Lamezia Terme. Secondo gli inquirenti ci sarebbero due distinte e contrapposte cosche: gli Scalise e i Mezzatesta, scissione del gruppo storico «della montagna» catanzarese dopo l’omicidio nel 2001 di Pino Scalise.

La moglie del capo dei Mezzatesta era a Domodossola

Tra i fermati nella giornata di oggi gli inquirenti riconoscono ruoli di vertice a Pino Scalise e Luciano Scalise: loro infatti avrebbero avuto il potere decisione in ordine all’attività criminale da svolgere. Nella costa invece dei Mezzatesta il ruolo di capo era di Domenica Mezzatesta: la donna arrestata a Domodossola – Ionela Tutuianu – aveva invece il compito di tenere «operativi» i rapporti tra gli affiliati in carcere e quelli in libertà.