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TAR del Lazio riassegna scorta a Capitano Ultimo

Il Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso del colonnello Sergio De Caprio contro il ministero dell’Interno. Il ricorso verrà trattato nel merito l’11 giugno prossimo. Il colonnello, nel 1993, aveva arrestato Totò Riina

Il Capitano Ultimo riavrà la scorta. Il Tar del Lazio ha deciso di restituire al colonnello Sergio De Caprio (CHI È), che nel 1993 arrestò il boss di Cosa Nostra Totò Riina, la misura di protezione. Il Tribunale amministrativo regionale, secondo quanto scritto dall’Ansa, ha accolto il ricorso presentato da De Caprio contro il ministero dell’Interno per l’annullamento, previa sospensiva, di tutti gli atti relativi alla revoca della scorta, disposta il 3 settembre scorso. Il ricorso verrà trattato nel merito l’11 giugno prossimo.

Le motivazioni del Tar

Secondo i giudici amministrativi “al sommario esame proprio della presente fase” di giudizio, “si ravvisano i presupposti per l’accoglimento dell’istanza cautelare, dovendosi assegnare preminenza, allo stato, nel bilanciamento degli opposti interessi, al mantenimento del dispositivo di tutela in favore” del Capitano Ultimo, “nelle more della decisione sul merito del ricorso”. Con questa decisione il Tar ha quindi sospeso l’efficacia di tutti gli atti riguardanti la revoca della scorta al colonnello De Caprio, compreso il provvedimento con cui è stata rigettata la domanda fatta dall’ufficiale al prefetto di accesso agli atti. Ieri la questione della scorta al Capitano Ultimo era tornata alla ribalta dopo che un’auto era stata incendiata proprio davanti alla casa famiglia fondata dal colonnello e gestita da un’associazione di volontari.

De Caprio: “Tar coraggioso, disprezzo per chi non ha agito”

Il Capitano Ultimo ha commentato la decisione del Tar di Roma elogiandone il coraggio: “Ha arginato l’illegittima prevaricazione che alcuni funzionari della sicurezza pubblica hanno esercitato contro il diritto alla vita, alla sicurezza ed alla difesa di un cittadino e di un carabiniere”. De Caprio ha poi espresso “disprezzo” per chi non ha fatto nulla.