Attualità

La parola di Dio del 10 marzo 2019

La parola di Dio del 10 marzo 2019

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio.

Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

Il valore del pane

A cura di Edoardo Algeri, presidente della Confederazione italiana dei Consultori familiari di ispirazione cristiana.

La storia di Gesù contrariamente a quella di Adamo non comincia in un giardino, ma in un deserto, in cui manca ciò che è a portata di mano ogni giorno. Prima di iniziare il suo ministero pubblico, Gesù, sorretto dalla potenza dello Spirito Santo, respinge il tentativo di Satana di evitare il cammino terreno e rifiuta la proposta di una missione soltanto virtuale, lontana dai problemi reali della gente.

Quante volte avrà sentito l’esclamazione: “è dura!” dai lavoratori del suo tempo, alle prese con una terra pietrosa da dissodare, con la difficoltà a tirare avanti tutta la famiglia. Sarà stata dura anche per lui cavarsela nei giorni del suo lungo apprendistato a Nazareth, dove ha imparato la legge del lavoro, del sacrificio, della povertà. Sa che per guadagnarsi il pane l’uomo è chiamato ad affrontare ogni giorno la fatica dei processi produttivi, ha capito ben presto che i capricci del tutto e subito e dei guadagni facili, ottenuti senza lavorare, non fanno parte del suo progetto di vita.

Per avere il pane occorre la pazienza della semina, vivere l’incertezza di un raccolto scarso o abbondante, la fiducia nella provvidenza di Dio, che ha saziato il popolo nel tempo del deserto. Gesù conosce il valore del pane e non è stato abituato allo spreco della società che consuma.

Proprio per questo saprà mangiare il pane duro della volontà del Padre e non si tirerà indietro al momento opportuno, quando Satana lo sfiderà di nuovo. A tempo opportuno manifesterà la sua prontezza a compiere il suo esodo pasquale. Lì rifiuterà ancora una volta la tentazione di fuggire via dalle sue responsabilità. Sarà invece risvegliato dallo Spirito che svuota i sepolcri e tirato su dal Padre, verso il cielo, a compimento della sua missione.

Il valore profondo di questa esistenza, che oggi affronta il suo battesimo nel deserto delle tentazioni, ce lo rivelerà più avanti il Vangelo: in Gesù si plasma l’immagine del nuovo Adamo, venuto a rialzare continuamente l’uomo fatto di terra dalla sua caduta, con la forza del perdono e della misericordia, con la compassione per l’enorme carico di tribolazione che grava sulle spalle dei più svantaggiati, con le braccia tese al povero e al misero.

A partire da Gesù, uomo nuovo, anche le pietre potranno parlare e dare gloria a Dio per quanto si sta realizzando in un mondo che finalmente, grazie a lui, torna ad essere più umano e potranno nascere figli di Dio anche dalle pietre dell’insensibilità, del dolore, dell’assuefazione ad una cultura arrogante e selettiva. Quello che incontriamo in questa domenica è dunque un Gesù abituato alla fatica, chiamato sin da subito a respingere il fascino dei tanti messaggi promozionali di Satana, capo di un mondo che ha sempre un’offerta allettante da fare e che ha tanti demoni al suo servizio per entrare nelle nostre case per privarle della parola di Dio e delle nostre stesse parole familiari.

La risposta che Gesù rivolge alle parole di Satana – che parla molto più di Gesù nel racconto di Luca – è la risposta di chi ha avuto il coraggio di sottoporsi ad una formazione seria e di qualità, esercitandosi pazientemente nel discernimento della vera volontà di Dio. Gesù è il figlio sapientemente educato dal Padre, che ha imparato (Eb 5,8) l’obbedienza dalla sofferenza e per questo sa donare se stesso come pane (prima tentazione), sa servire il fratello senza idolatrarlo (seconda tentazione), sa rivelarsi nel volto di un crocifisso in compagnia dei ladroni, anziché degli angeli (terza tentazione).

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