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Bando associazioni all’Unical, FGC: “regolamento? Schiaffo agli studenti”

BANDO DELLE ASSOCIAZIONI ALL’UNICAL, FGC: «Il nuovo regolamento è l’ennesimo schiaffo in faccia agli studenti!»

Durante lo scorso anno accademico abbiamo assistito più volte alla violazione dei principi democratici ad opera del Rettore. Dopo aver sospeso l’accreditamento all’Albo delle Associazioni con la scusa di un nuovo bando, il “Magnifico” ha deciso di rinviare d’ufficio, senza che vi fossero motivazioni concrete, le elezioni studentesche, diritto inderogabile per noi studenti.

Dopo mesi di silenzio, il CDA ha approvato il nuovo bando delle associazioni, che per settimane è stato reso irreperibile. Non è ben chiaro se sia stato partorito dall’ammnistrazione dell’Ateneo oppure ci sia stata la collaborazione di qualche membro della componente studentesca. Sta di fatto che, superando i precedenti, questo verrà ricordato come il bando più antidemocratico nella storia dell’Unical.

Il numero degli iscritti alle associazioni per essere accreditate passa da un minimo di 100 a 200, rendendo più difficoltoso per tutti raggiungere il numero minimo di iscritti e riducendo ancora di più la possibilità per le piccole di accreditarsi. In questo modo le “big” d’Ateneo si ritroveranno a detenere il monopolio della “democrazia” nel campus. Questo bando, sebbene largamente contestato da quest’ultime le favorisce innegabilmente, poiché in base al numero di iscritti permette loro di spartirsi più facilmente gli spazi e soprattutto i finanziamenti.

Infatti, il 60% dei fondi stanziati verrà diviso fra le associazioni in modo proporzionale al numero di iscritti e il rimanente verrà proporzionalmente assegnato in base alle attività svolte negli anni precedenti e in quello in corso. Naturalmente verrà stilata una graduatoria dalla quale saranno escluse quelle associazioni le cui attività culturali saranno valutate non sufficienti dalla commissione. Il criterio di valutazione delle attività però rimane un mistero, un’altra lezione di trasparenza e democrazia.

Se la situazione non dovesse cambiare, nei prossimi anni assisteremo ad una monopolizzazione della politica studentesca a favore delle grandi associazioni, che potranno continuare a spadroneggiare indisturbate, senza fare realmente gli interessi degli studenti e senza fare una reale opposizione alle politiche filo-padronali dell’establishment dell’Ateneo. Si finirà per ridurre la “democrazia” all’interno del campus alla semplice tornata elettorale con la quale eleggere coloro che svenderanno i nostri diritti. Per noi invece democrazia è prima di tutto partecipazione attiva degli studenti alla vita dell’Ateneo e alla gestione del bene collettivo, che non può essere ridotta ad un semplice voto ogni tre anni.

Per questo abbiamo deciso di non accettare queste condizioni e di non partecipare al bando, rimanendo fedeli ad una concezione di democrazia e diritto allo studio agli antipodi rispetto a quella portata avanti dagli attuali rappresentanti degli studenti e dal Rettore. Non ci arrenderemo davanti a chi mortifica continuamente gli studenti, per questo intensificheremo la nostra lotta all’interno dell’università!

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